martedì 21 marzo 2017

Maddalena

Aveva dato in affitto la vecchia casa in cui erano vissuti i suoi genitori, così come l'avevano lasciata, piena di libri, scartoffie, carabattole e polvere. Lei era andata a vivere in un monovano al terzo ed ultimo piano di una palazzina di edilizia popolare, in pieno centro storico, eredità di sua nonna. Per qualche tempo era stata il covo di un nordafricano che, a quanto le aveva riferito una condomina con grande disappunto, di notte invitava amici dall'aria sospetta e tutti insieme, facevano chiasso. Le pareti erano ancora ricoperte di poster e tessuti, qua e là strappati. L'odore inconfondibile della cannabis le aveva impregnate. Un materasso chiazzato di macchie indefinibili giaceva in un angolo della stanza. A un tavolo di legno chiaro, ch'era stato di sua nonna, mancava una gamba. Nella piccola veranda, dov'erano collocati un fornello da campo e il lavello, uno scarafaggio grosso e lucente la salutò sbucando da un tubo. "Qui starò bene" pensò Maddalena inspirando l'aria della sera che entrava da un vetro scorrevole che aveva aperto, e insieme all'aria entravano luci, colori e suoni di vita disordinata e allegra, anche se con un fondo misero che per un momento percepì come triste. Disinfettò l'armadio alla bell'e meglio e vi sistemò le paia di mutande e calze che si era portata. Una coppia di ante era rimasta chiusa, l'interno miracolosamente intatto: custodiva le pellicce, i golfini e i migliori vestiti di sua nonna. Lì dentro l'odore di cannabis lasciava il posto a quello della naftalina, che aveva preservato i capi in perfette condizioni. Le sembrò persino di percepire il profumo di sua nonna, ch'era di rosa e di pulito. Andò in bagno. Si sentì felice. Guardandosi allo specchio sopra il lavabo, vide ciò che tutti vedevano incontrandola: un viso rotondo e pallido, di colorito giallino, con occhi piccoli e neri, dolcissimi; orecchie sembrava non averne, talmente erano piatte, ben aderenti al capo; un collo magro e lungo che usciva di sbieco da una cassa toracica contorta dalla scoliosi. Il resto, lo conosceva a memoria: due gambette ad x che a malapena la reggevano in piedi, e che qualche volta l'avevano fatta cadere, al termine delle quali c'erano le sempiterne scarpe ortopediche color topo che le avevano confezionato su misura quando aveva quindici anni, e che da allora aveva indossato sempre, estate ed inverno, a casa e fuori, perché le avevano detto che avrebbero migliorato il suo equilibrio e alleviato i dolori alla schiena, e lei si era fidata: erano diventate parte di lei, le toglieva solo per infilarsi sotto le coperte, dove portava con sé una borsa d'acqua calda anche in estate a causa della circolazione pigra che le faceva sentire sempre freddo, soprattutto a mani e piedi.

lunedì 20 marzo 2017

My tumblr

Tutto ciò che mi soddisfa esteticamente, e che trovo personale e strano o innovativo, lo posto qui, nel mio tumblr, per ricordarmelo. La mia dieta procede bene, adesso entro comodamente nei pantaloni taglia 44, ed anche in un paio taglia 42, che però vestono larghi. Insomma, il potere della volontà non è mai da sottovalutare.

sabato 18 marzo 2017

Quattro, otto, dodici

Sto bevendo molto the verde ed acqua naturale, sto mangiando molta verdura ed ortaggi. In un blog pro-ana ho letto un manifesto in cui si diceva che servono quattro settimane per vedere i primi risultati, otto perché i familiari li vedano, dodici perché il mondo si accorga che sei cambiata.

mercoledì 15 marzo 2017

Affascinata dall'anoressia

https://cricyblog.wordpress.com/, è qui che mi sono trasferita per un po'. Senza tuttavia essere mai costante nell'aggiornare il blog, dato che i miei social preferiti sono, in primis Instagram, poi, per necessità, Facebook, ed infine, da poco tempo, Tumblr. Sto ritornando in questo luogo, intitolato Loving Crochet in onore del mio hobby, non più coltivato, dell'uncinetto, in particolare iperbolico e spontaneo tridimensionale, per seguire blog di donne e ragazze che sono o vogliono diventare anoressiche. So che è praticamente vietato parlare bene dell'anoressia, incitare qualcuno a seguirla, incoraggiarlo nei suoi risultati, mostrarsi semplicemente simpatizzanti della filosofia pro-ana. Come invece è praticamente obbligatorio parlare bene della legalizzazione della cannabis e dell'eutanasia. Bene, adesso basta ciarlare. Stamattina ho iniziato la giornata con due caffè, un latte e due porzioni di fette biscottate: uno sfracello di calorie. Adesso voglio cominciare a darmi una regolata, in vista dell'estate e soprattutto dei miei prossimi compleanni. Questo sarà il mio diario dei pasti. Spero di essere la sola a leggerlo. Non vorrei far morire qualcuno di noia.

mercoledì 8 maggio 2013

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