martedì 25 dicembre 2012

Nah-tale

Non è un bel natale, separata da chi amo. Ho mio figlio e da mangiare. Grazie dio.

sabato 3 novembre 2012

Copiato e incollato...sul corpo.

Più che ostacoli da superare, c’è solo una cosa che devo fare: riuscire a vivere con questo involucro che è il mio corpo, e che più sbagliato di così non potrebbe essere. Un compito facile, difficile? Dipende da come lo si guarda. Quello che so è che, anche se ci riuscirò, nessuno penserà che ho compiuto qualcosa di importante. Nessuno si alzerà per applaudirmi commosso.

— Haruki Murakami

domenica 21 ottobre 2012

Tre passioni

Alcune immagini che riassumono le mie attività negli ultimi tempi:
- "passione uncinetto"





- "passione Barbie" (e uncinetto)


- "passione fotografia"
...di tutto il resto, meglio tacere e non far conto <3 .

sabato 1 settembre 2012

Addio estate

Piove e tira vento,
è un precoce autunno,
d'improvviso devo accantonare
le maniche corte;
finalmente potrò ricominciare a nascondermi
dentro maglioni e giubbotti.
Queste foto in ricordo
di un'estate dolorosa e faticosa,
in cui ho sorriso sperando
di mitigare la durezza della realtà
se non addirittura, come insegna
la fisica quantistica, di modificarla.

mercoledì 9 maggio 2012

Mamma!

Ieri è stata la festa della mamma, ma, come da usanza recentemente invalsa, verrà festeggiata la Domenica successiva a quel giorno. I pargoli della scuola frequentata dal mio bimbo, la festeggiano arbitrariamente domani. Quale miglior regalo per le mamme, se non assegnare ai loro bimbi una monumentale poesia da imparare a memoria, intitolata "Viva la mamma"?
E' tutto il  pomeriggio che inseguo il piccolo, declamando versi dedicati a me stessa, mentre lui gioca, si rivolta, protesta, scodella parolacce... Alla fine gli ho chiesto: ma perché non la vuoi imparare? Lui, grave, ha risposto: "Perché anziché mamma, doveva esserci la parola papà". E' il suo modo di reclamare la figura paterna, invero piuttosto assente fin dalla sua nascita.
Eppure non mi pento di aver messo al mondo un bimbo, come disse uno psicologo, "egoisticamente, senza padre". Anche perché suo padre, nel mio cuore, c'è: l'unica persona che mi abbia voluta, un uomo da un lato semplice ed ingenuo - direi quasi puro - dall'altro problematico (con una vita disordinata, un tentato suicidio alle spalle...) E chi teniamo nel cuore, prima o poi, si materializza: in carne ed ossa, o anima, davanti ai nostri occhi. Gli occhi del desiderio che danno forma alla realtà.

domenica 6 maggio 2012

Il verde

Il sensitivo e studioso Gustavo Rol, a proposito di una sua scoperta risalente al 1927, rilasciò le seguenti parole in un'intervista: "Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la V musicale ed il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla." Il verde è il colore della crescita, verdi sono le piante, verdi le nostre vene sottopelle, verde l'invidia, che infatti è voglia di crescita. Verdi camicie, pantaloni, foulard sulle riviste, già dalla scorsa stagione. Il verde che non puoi far finta di non vedere, che ti dice: via libera, corri, scatta verso la tua mèta. O verso la tua metà.


mercoledì 2 maggio 2012

Autoritratti

Non sono una fotografa e non uso fotoscioppe, odio la mia faccia ed il mio aspetto esteriore in generale, quindi, la logica conseguenza è che...amo farmi degli autoritratti fotografici. Mi piace cogliere di me gli aspetti peggiori, più orridi, ed esaltarli, come in un esorcismo delle mie paure ovvero: fare schifo agli altri, essere per questo esclusa ed umiliata. Ieri mi sono fatta questi scatti, che mi sembrano particolarmente riusciti ed interessanti (infatti sono piaciuti pure ai miei amici di feisbùc, a proposito, chi volesse aggiungermi alle sue selezionate amicizie, è calorosamente invitato a farlo).



domenica 29 aprile 2012

Colombina

Vesti la giubba,
la faccia infarina,
la gente paga e rider vuole qua
e se Arlecchin
s’invola Colombina,
ridi pagliaccio
e ognun t’applaudirà.
Tramuta in lazzi lo spasmo e il pianto,
in una smorfia il singhiozzo e il dolor,
ridi pagliaccio
sul tuo amor infranto,


ridi per quel che t’avvelena il cor!

venerdì 27 aprile 2012

Pensiero - 1

L'unico antidoto alla gelosia e alle sue possibili tragiche conseguenze è la fiducia in se stessi. Nessun uomo o donna ci appartiene, ma dobbiamo sapere che non abbiamo bisogno ci appartenga, così come le cose che servono alla sussistenza ci sono date a prestito e non serve possederle ed accumularle. Sapendolo, saremo padroni della realtà.

venerdì 20 aprile 2012

Se non puoi farlo, scrivilo

Pure il suicidio è un gesto di vita: batte forte il cuore nel volerlo fare. Ciascuno ha i suoi motivi, molti e nascosti, ma di solito si sceglie sempre l'ultimo: quella persona che ci ha rifiutato, l'ultima umiliazione, l'ultima cosa perduta. Sempre ci si uccide per troppo desiderio, perché, se più nulla si desiderasse, quieti si starebbe nell'assenza di cambiamento. Sono le troppe e troppo grandi azioni da fare, che si condensano nell'ultima: vorrebbe essere un grido, ma è silenzio; vorrebbe essere amore, sempre, ma è odio; vorrebbe essere tante parole, tante risate, tanto pianto, ma invece è la coscienza che si spegne come una sigaretta nella cenere bagnata.

I love women

C'è una sensazione che da un po' di tempo mi ossessiona: e cioè quella, vaghissima, che le donna siano schiave. Schiave di alcuni loro piaceri di cui non si preoccupano di indagare le radici profonde. La superficialità può essere attraente, rilassante, ma per poco tempo, poiché si tratta comunque di una finzione. Ieri sono andata ad una sede della CGIL di Palermo, ma avrebbe potuto benissimo essere un altro posto: la sala d'aspetto di un medico, un supermercato, ecc. Bene, nella lunga attesa del mio turno, ho avuto agio di osservare tutte le donne che affollavano la piccola sala con sedioline addossate ai muri, ed ho notato che: tutte erano perfettamente, alcune pesantemente, truccate; smalti per unghie ed improbabili nail arts si sprecavano; tutte erano tinte, permanentate, stirate e méchate, anche e soprattutto quelle che lamentavano più difficili condizioni economiche e familiari; ma la cosa che più mi ha stupito è stato vederle vestite alla moda: una moda occidentale, plastificata, uniformata, da ragazzine, con voluminosi pantaloni a carota sblusanti sui fianchi già abbondanti, impietosi leggings a grosse righe orizzontali su brevi cosciotti, maglie che avrebbero dovuto cadere fluenti su snelle figure, costrette a contenere seni di misura extra, e così via...Insomma, nessuna di quelle donne, nel vestirsi, aveva considerato se stessa, ma aveva adottato supinamente il modello di una donna ideale quanto insulsa. Con il risultato che sembrava far parte di un gruppo di clown che mi divertita e mi faceva tanta tenerezza, ma pure, mi faceva sentire diversa ed inferiore. Detto ciò, mi fiondo in un negozio a comprare pantaloni a carota, leggings strizzacosciotti e maglie con grandi visi di donne languide ed occhiali da sole...

sabato 7 aprile 2012

Le ragazze

I giovani amano essere malinconici e agnostici. I giovani amano, immersi nel loro sogno di essere coscienti. Occhi aperti pronti a credere agli oroscopi e ai fiori. Le ragazze scelgono abiti e capelli come in un rito propiziatorio che potrà cambiare loro la vita. Misurano in centimetri la loro fortuna nel sesso. Vogliono essere sottili come fuscelli per essere amate, ma forti come rocce per sopportare le delusioni.

lunedì 2 aprile 2012

Le famiglie

Non ci credevo, che le famiglie son polveriere con un coperchio non ben poggiato sopra, pronto a saltare svaporando con un sibilo segreti devastanti: morti, aborti, suicidi dell'anima, rapporti malati che non curano il male, ma lo aumentano e diffondono, credevo cose da romanzi, quelle che ho saputo delle famiglie vere, della famiglia mia.

mercoledì 28 marzo 2012

Make me happy if you want to stay alive



Questo hyper-boa è una classica sciarpa a spirale realizzata con l'impiego di soli tre punti: la catenella, la maglia bassa e la maglia alta fantasia. E la fantasia, naturalmente. Misura oltre due metri, è stato un lavoro lungo ma semplicissimo, secondo la mia filosofia ch'è meglio non complicarsi la vita. Il filato è puro acrilico al 100%: nessuna pecora è stata disturbata per il mio capriccio.

sabato 10 marzo 2012

Work in progress


Lo tengo sulla poltrona, quando mi ci siedo infilo qualche punto, prima o poi me lo ritroverò al collo.

giovedì 8 marzo 2012

L'essenziale, rivelato

Nei giorni scorsi ho avuto la fortunata occasione di leggere un libretto, attraverso le "note" dell'omonima pagina di Facebook: "Gloria Polo: libretto Dall'illusione alla verità". Si tratta della trascrizione della testimonianza di una donna, medico, mamma ed essere umano per molti aspetti "comune" (al quale possiamo sentirci simili) che, in seguito ad un incidente quasi mortale, si è ritrovata alle soglie dell'aldilà, sul quale tutti c'interroghiamo (esso è il dilemma al fondo di ogni vita, l'Essere o non essere tenace compagno del subconscio, il pensiero dietro i pensieri).
In prossimità della morte, sappiamo che si vivono delle sensazioni come: l'uscita dal corpo, volteggiare sopra di esso, la fine di ogni dolore fisico, la visione del tunnel, della luce in fondo ad esso, il senso di pace, l'incontro con i parenti defunti, la visione di un luogo bellissimo (solitamente un giardino) e l'incontro con un essere di luce. Oltre a ciò, vi può essere la visione della propria vita (non solo dal proprio punto di vista, come accade sulla terra, ma dai molteplici punti di vista delle persone con cui siamo venuti a contatto) e della rete di cause ed effetti delle proprie azioni. Quest'ultimo elemento, ovvero l'analisi della propria vita e della propria anima al cospetto di Gesù, è l'esperienza più forte e centrale del libretto.
Tutti gli incerti, gl'ipocriti, i depressi, potranno essere guariti dalla sua lettura. Intendo intellettualmente guariti: io soffro di depressione e continuo a prendere il mio fedele antidepressivo, senza il quale il mio cervello non sarebbe neppure in grado di recepire il messaggio del libretto!
Non pensiate che sia noioso leggerlo, tutt'altro: rassomiglia ad un racconto fantasy, un romanzo psicologico e, perchè no, una storia d'amore (tra l'anima e Gesù). Dopo averlo letto, probabilmente non v'importerà più molto di ciò a cui con le unghie e con i denti eravate disperatamente attaccati prima. Sapete quei maestri santoni orientali new age che vi dicono di "lasciar andare"?...Gesù non ha bisogno di dirvelo: lo farete spontaneamente, ascoltando la sua voce. Anche i demoni si prostrano innanzi a lui. Amen!

giovedì 1 marzo 2012

Come mi tratti la pecora

Mi piace questo blog perché è un angolo nascosto: è on-line, quindi potenzialmente visibile a tutti, ma praticamente visto da pochissimi. Ho sempre fatto così: non appena mi sono sentita troppo osservata, mi sono sottratta agli sguardi. Poi sono sempre ricomparsa: per pochi, sempre di meno. Anche nella vita, chi m'insegue mi perde, perché facilmente commette degli sbagli che stimolano la mia naturale ritrosia, il mio istinto di auto-protezione. Credo anche di amare la potenzialità delle cose, più che la loro realizzazione.

Ora veniamo al titolo del post.
Da tempo lo sospettavo, ma un conto è sospettarlo, altre averne la cruda certezza: indossare un golfino di lana è quasi più criminoso che indossare un visone. E ciò per la pochezza d'animo degli allevatori, che maltrattano le pecore, soprattutto - ma non solo - le famose merinos, che donano un filato corposo, resistente, pratico, caldo. Avendo appreso, tramite articoli e foto, le crudeltà - alcune delle quali gratuite ed evitabili - cui vengono sottoposte, ho deciso di rinunciare alla lana ed optare per l'acrilico, il cotone ed altri filati di origine non animale. Che magari vengono prodotti con sistemi inquinanti, ma almeno non sono direttamente macchiati di sangue. Del sangue delle mie sorelle, simili a me non solo per insignificanza e mitezza, ma anche per intelligenza. Sì, le pecore sono intelligenti ed evolverebbero ulteriormente nel giro di poche generazioni allo stato naturale, ovvero se gli allevatori non provvedessero ad eliminare gli esemplari più intelligenti, che insegnano alle compagne di gregge ad aprire i recinti.

La mucca ci dona il latte.
La gallina ci dona le uova.
E meno male che, per colmo d'ipocrisia, non ci facevano scrivere Il maiale ci dona il prosciutto. Ma i doni bisogna anche saperseli meritare.

lunedì 16 gennaio 2012

L'uncinetto

Lavori femminili? Uhm, il solo nome mi faceva storcere il naso. Quant'era meglio leggere un buon libro anziché imbracciare i ferri, prendere ago e filo, impugnare un uncinetto...già, l'uncinetto! Mia nonna non era riuscita ad insegnarmi altro che la catenella, e ciò era accaduto quando avevo sei o sette anni... Ma un giorno vidi su internet (la nostra Biblioteca od Universo) dei cappelli. Colorati, di tanti colori tutti assieme; di lana grossa, che facevano venir voglia di toccarli e indossarli; si vedeva, dal tormentoso intrecciarsi dei filati, ch'erano rigorosamente fatti a mano, spesso con passaggi e ri-passaggi di punti, che risultavano sovrapposti, fusi tra loro, insomma un tutt'uno che prima non esisteva. Sembravano cappelli peruviani, ma in realtà nessun cappello etnico è così; sembravano, alcuni, cloche anni 20 o 30, ma in realtà, in quegli anni, non era mai stato fabbricato nessun cappello così; sembravano anche provenire dallo spazio, dal futuro, da una pancia, da una mente... Erano sputi d'anima. Coaguli. Embrioni di pensiero esplosi come pop-corn all'incontrarsi con la materia. Quei cappelli erano fatti all'uncinetto. Così, mi dissi, DEVO imparare a usare l'uncinetto.

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